Edmond Dantes in arte Silvio Berlusconi
La vendetta va consumata fredda. O almeno così si dice.
In questi giorni -ma già da alcuni mesi si poteva intuire- ci si può rendere conto delle accuse totalmente infondate che venivano mosse al precedente governo e soprattutto al precedente Presidente del Consiglio. Giusto in queste ore si possono leggere su tutti i giornali italiani ed ascoltare in molti tg nazionali le esternazioni di Piero Grasso, il procuratore nazionale antimafia, (che fino a prova contraria non è Cicchitto, Bondi o Gasparri e quindi accusabile di partigianeria) che ha affermato che:
Silvio Berlusconi e il suo governo dovrebbero essere premiati per l’azione decisiva intrapresa contro la mafia.
Ricordate come veniva definito Silvio? Il Mafioso o Al Tappone erano solo alcuni insulti che gli venivano rivolti cercando di insozzare la sua rispettabilità ed onorabilità di fronte agli italiani e al mondo. Il giochino ha funzionato per molto tempo, ma adesso, finalmente, si è scoperto, come era ovvio, che era uno di quei giochini made in China, un tarocco, una fregatura autentica e certificata.
Ricordate a Novembre di chi era la colpa dell’impennata dello spread e del tonfo delle borse? Naturalmete di Silvio! Ricordate cosa si andava favoleggiando nelle stanze romane? Tutti volevano mandar via Berlusconi, a cominciare da alcune persone a lui più vicine. Fini, Bocchino, traditori vari ecc… Li ricordate? Quelli che insieme al mastro fornaio Casini, campione nell’arte del doppio forno, hanno cercato di creare un fantomatico terzo polo, un aborto di soggetto politico vecchio quanto una mummia egizia che alla prima prova elettorale è stato mandato a quel paese. Erano proprio loro, con l’inaudita irresponsabilità dell’opposizione, a seminare balle finanziarie per l’Italia e per l’Europa. Dicevano che, via lui, l’Italia sarebbe rinata. Facevano equazioni e proporzioni tra punti di spread e la figura del presidente del consiglio. Sembrava di sentire lezioni di alta finanza, ma alla prova dei fatti ci si rende conto di quanto fossero dei veri e propri pallonari.
Oggi, con la Grecia nelle braghe di tela, come peraltro lo era a Novembre, con la Merkel che ha perso il dominio in uno dei lander più popolosi della Germania (Nordrhein-Westfalen) e con il galletto transalpino cacciato a pedate elettorali dal pollaio francese, le borse europee hanno registrato un ennesimo tonfo. Milano -2.74% – Londra -1,97% – Francoforte -1,94% – Parigi -2,29% e per finire in bellezza Madrid -2,66%. La ciliegina succosissima da piazzare sulla torta è, infine, il mitico spread tra BTP e Bund che tocca, con il mitologico Mario Monti, ben 450 punti.
Ripetiamo la domanda ai finti sapienti di finanza nazionale e internazionale… Di chi era la colpa della situazione dell’Italia a Novembre 2011? La risposta è facile e NON è quella che avevate dato! Vergogna!
Sarà sicuramente una magra ed irrazionale consolazione, lo riconosco, ma mi piace pensare a Silvio Berlusconi come ad una sorta di Edmond Dantes, una specie di moderno Conte di Montecristo che, dopo aver subito per anni vere e proprie ingiustizie, tradimenti, sberleffi, ingiurie di varia natura, finalmente seduto nella sua poltrona in tutta tranquillità, si gusta la meritata e doverosa vendetta nei confronti di quanti non lo hanno mai considerato un avversario politico, ma un nemico, una zecca, uno schifo da buttare in discarica.
Patrimoniale al posto dell’IMU? Un’altra favola…
Allora, leggo da diversi giorni che i sinistri (in formazione varia da Ferrero a Svendola a Berzani) adesso berciano contro l’IMU: si sono forse finalmente accorti di quanto pagheranno loro personalmente.
Io sostengo che sulla prima casa non si dovrebbe pagare nulla (infatti la cancellazione totale dell’ICI era una cosa che molto mi aveva soddisfatto) e che tornare a pagare una tassa (per giunta pure più salata) che era stata abolita è una scempiaggine. Almeno inventatevi qualcosa di nuovo, cribbio. Giusto il nome avete cambiato (peraltro scippandolo alla Lega che voleva fosse un’altro tipo di tassa…), capirai che sforzi.
Però non mi piacciono gli inviti a non pagare l’IMU: non sarà bello, come sosteneva il compianto Padoa Schioppa, ma le tasse si pagano.
Tutte e vale per tutti.
Altrimenti se domani mi gira il pipistrello e decido che una tassa, un bollo, una gabella mi sta proprio sul gozzo e non la pago voglio vedere chi potrebbe dirmi che non ho ragione.
La tassa, schifosa, putrida, maligna, puzzona c’è e va pagata.
Non ci sono santi.
Se il tuo comune la esige non puoi dire “Ma il comune vicino non l’ha chiesta, quindi non la pago nemmeno io perchè sto a 10 metri dal confine”. Non pagare la tassa è un crimine. Punto.
Poi mi piacerebbe rivedere qualche commento alla famosa frase di Berlusconi, quella del “se il cittadino vede lo Stato esigere troppo, gli viene naturale cercare di evitare di pagare qualcosa”. Vi ricordate gli strali? Ecco, allora c’era una pressione fiscale. Adesso è aumentata. E gli stessi che criticavano Berlusconi oggi inneggiano alla “disobbedienza (in)civile”, al non pagamento dell’IMU in massa.
Solita Italia, ragazzi…
Ma torniamo a noi: l’IMU pare che raccoglierà attorno ai 20 MILIARDI di euro (mliardo più, miliardo meno), non ci interessano le virgole. Il dato è quello: 20 Mld. L’Agenzia del Territorio mi dice (dato 2009) che ci sono 24,3 milioni di proprietari di immobili (anche qui, non ci interessano troppo le sfumature, prendiamo il dato così com’è) e che sono il 59% dei contribuenti. Da questo articolo del Messaggero (è di un paio d’anni fa, ma la situazione non è cambiata molto) si evince che i contribuenti che dichiarano redditi sopra i 100.000 euro sono l’1% del totale, quindi:
24,3 milioni / 0,59 = 41.186.441 milioni (totale dei contribuenti) -> l’1% di questi sono i “Paperoni”: 411.864 persone.
Ora, io non sarò un esperto di finanza ed economia, ma due operazioni in croce so farle:
gettito da IMU: 20 miliardi diviso per i proprietari di immobili (24,3 milioni di persone) fa 823 euro.
E’ una media della tassa ovviamente; considerando zone dove sarà molto più bassa, prime case, seconde, terze, ecc… è una media (e mi pare che torni abbastanza).
Quindi se qualcuno vuole togliere l’IMU sui povericristi e introdurre una patrimoniale dovrebbe spalmare quei 20 miliardi sui Paperoni che hanno un patrimonio superiore a una certa soglia (c’è chi dice mezzo milione, chi 800 mila euro). Ma chi saranno questi Paperoni? Quanti saranno? Beh, forse saranno sicuramente quelli che dichiarano più di 100 mila euro all’anno, e allora vediamo (dai dati precedenti) come si spalma il gettito richiesto dall’IMU sui Paperoni:
20 miliardi / 411.864 = 48.560 euro per Paperone.
Ora, non so voi, ma a me pare criminale chiedere quasi 50 mila euro a chiunque per una singola tassa. Foss’anche Berlusconi. E qui si sta parlando anche di gente mica poi tanto Paperone: può esserci quello che ha due case belle, di pregio, ma pochi introiti annuali, basso reddito. Che fa? Vende una casa? Adesso? Mi pare una rapina, molto più dell’IMU.
Anche a raddoppiare i contribuenti da colpire con la patrimoniale, anche a triplicarli o quadruplicarli la cifra richiesta non scenderebbe sotto i 10 mila euro. Che non sono bruscolini. E anche a pensare di voler abbassare l’IMU (magari ai livelli della vecchia ICI, quindi di circa il 40%) si avrebbero cifre analoghe (perchè oltre alla patrimoniale, dovresti pagare comunque pure l’IMU).
Insomma, fate ballare l’occhio alle cifre, perchè questi pigliano per il culo alla grande, senza che la gente ci faccia troppo caso.
PS: perchè invece non alzare l’IVA per prodotti di lusso e stralusso? Se c’è chi può permettersi una Ferrari, una barca o un soprammobile dandy, pagare 3-4 mila euro in più non farà certo la differenza. Ma almeno è una libera scelta.
Grillo o asino?
Mi è passato sotto gli occhi un articolo del Corriere del Veneto di qualche giorno fa: questo.
Al di là delle scoregge vocali che come sempre emette Grillo (quando la guardia di finanza fa 1000 perquisizioni a Mediaset è santa e fa bene, quando becca centinaia di furbetti parassiti va redarguita perchè fa “odio sociale”: se vi chiedevate cosa fosse la demagogia, eccovi servito un esempio), mi ha fatto trasalire la seguente frase:
[...]Ad esse però vanno aggiunti gli 80 mila contatti su Facebook – ha aggiunto – i quali, se moltiplicati per i 50 “amici” che mediamente ogni iscritto ha nel social forum, si arriva a 40 milioni di italiani che seguono il primo movimento[...]
Ohibò!
Adesso 80.000 X 50 fa 40 MILIONI?!
Forse 4 milioni… ma anche se non ci fosse la vaccata elementar-matematica, basterebbe un pochino di buonsenso: vi pare che 2/3 di italiani abbiano accesso ad Internet e la usino attivamente? Che siano tutti su Facebook?
Andiamo, basta accendere il cervello, cazzarola!
E poi, andando più in dettaglio, c’è una cazzatona statistica alla base del conteggio: vi pare che ogni persona su Facebook abbia mediamente 50 contatti assolutamente diversi da un altro utente? Che magari bazzica gli stessi movimenti? Magari quello a 5 s.?
Molto più verosimilmente tra due utenze del m. 5 s. su feisbuc ci saranno parecchi “amici” in comune, questo è alla base del social networking e della visione mefistofelica di Grillo&Casaleggio su Internet, quindi col ciufolo che potrai moltiplicare 80000 per 50… al massimo starai sui 15, 30.
Ma come dicevo nel post precedente, Grillo è solo un bell’altoparlante. Materia grigia, non pervenuta.
PS: chi era quello che diceva “In rete non puoi dire cazzate perché ti smentiscono subito”? Avete indovinato, lui, l’asino.
Grillate varie
Ultimamente si fa un gran parlare del capocomico del movimento 5 s., di quanto faccia paura ai partiti classici e vetusti arroccati nei palazzi romani. A sostegno di questa tesi sono arrivate dichiarazioni di alcuni esponenti di sinistra (la parte più preoccupata dal movimento grillogeno) che certo hanno fatto gonfiare d’orgoglio il petto del comico genovese:
«È un impasto del primo Bossi, il Gabibbo. Mi sono venuti in mente gli anni Novanta perché quest’impasto di Bossi e Gabibbo sono quelli che hanno governato l’Italia per quindici anni. Dov’è la novità?»
Massimo D’Alema«Mi preoccupa il fatto che i mass media parlino di Grillo continuamente. L’antipolitica – continua – è un pezzo della cattiva politica. Quando ci si affida ad urlatori e uomini della provvidenza, di solito – conclude – questi preparano tempi peggiori, non migliori.»
Nichi Vendola
Se non l’avesse detta Vendola, quest’ultima dichiarazione sarebbe da far sentire all’infinito (ma siccome Vendola ha quella parlata da gatto Silvestro…).
Infatti Grillo ha recentemente iniziato a favoleggiare di una Norimberga per i politici italiani, di processi di piazza con giurie di cittadini incensurati (quindi fortunatamente anche lui è escluso) che condannino i politici per i “reati” commessi contro il popolo italiano.
C’era un altro personaggio che parlava di queste cose e poi le ha anche realizzate: Robespierre. Un altro che pur venendo dal mondo dorato che a parole insultava ha fomentato odio e violenza pur manifestandone disprezzo. Poi però è finito sparato pure lui, accusato di tante incongruenze che aveva collezionato negli anni della rivoluzione e del terrore.
Per carità, lungi da me sperare in tragedie simili, ma la similitudine ci sta tutta. Grillo parla di sprechi quando ha vissuto e vive tutt’ora nell’oro, parla di cose che non sa (Robespierre parlava della miseria più nera pur non avendola mai conosciuta): di energia, di chimica, di democrazia, di lavoro, di tecnologia. E incita all’odio contro una classe di cittadini che, pur avendo certamente “colpe”, non meritano certo la forca e la pubblica gogna. Basterebbe non votarli più. Tanto per dire. Questo è il metodo democratico per disfarsi di politici ritenuti inetti, ma come si diceva, Grillo, tra le tante cose, non sa cosa sia la democrazia.
E basta fare un giro sul suo impero internettaro per capire di cosa sto parlando. Recentemente è stato condannato in appello al pagamento di un risarcimento di 50000 euro a favore di Fininvest, da lui diffamata. Sul suo blog ha così commentato:
Beppe Grillo meglio di Totò Riina
Ieri sono stato condannato due volte. Un record che neppure Totò Riina. Non è certamente accanimento giudiziario, ma soltanto coincidenza giudiziaria. Due volte nello stesso giorno in due processi diversi credo che non sia mai successo nella Storia d’Italia. Grillo è imbattibile, sono una forza. [...] La prima sentenza è della Corte d’Appello di Roma che mi ha condannato a pagare 50mila euro di danni alla Fininvest (uno sconto rispetto ai 500mila richiesti) per un articolo pubblicato nel 2004 sull’Internazionale “Il caso Parmalat e il crepuscolo dell’Italia”. Dal Corriere “Nel testo i modi di operare della Fininvest venivano accostati a quelli del gruppo alimentare, il cui gigantesco crack finanziario era in quelle settimane al centro delle cronache internazionali.” In primo grado ero stato assolto… Per ora è 1 a 1. [...]
In questo estratto si può notare che ha escluso dal computo delle condanne a suo carico quella per omicidio colposo di tre persone (di cui uno era bambino) avvenuta negli anni ’80. Oltre alla spavalderia (tutta berlusconiana) con cui si professa un perseguitato giudiziario si può notare come si faccia beffe della RIDICOLA somma di 50 mila euro che dovrà pagare rispetto alla richiesta di Fininvest… UNO SCONTO. Una persona normale si cagherebbe addosso a dover tirar fuori 50 mila euro, ma per lui sono noccioline evidentemente.
Ma sul suo blog altri pistola prendono la parola – evidentemente però sono più che d’accordo con quello che dice Grillo - e dicono cagate totali, chiaramente:
Ci hanno raccontato che l’Italia nel medio periodo avrebbe avuto problemi di approvvigionamento energetico e che erano necessarie le centrali nucleari (Marcegaglia) per non ritrovarsi a lume di candela, oggi si scopre che più di un quinto del fabbisogno energetico NAZIONALE è coperto interamente dalle rinnovabili (risultato, se mi consentite, incredibile)[...]
Questo tizio che ha scritto o è ignorante o è in malafede. Perchè quel “risultato, se mi consentite, incredibile” sparato a riguardo del quinto di fabbisogno nazionale coperto dalle rinnovabili è CERTAMENTE malizioso. Si sa che ormai quando si parla di “rinnovabili” tutti pensano a solare ed eolico, e quindi ecco l’incredibilità dimostrata quando si parla di un quinto del fabbisogno coperto dalle rinnovabili. PECCATO che in quel quinto (cioè per esattezza quel 21,6%) è incluso l’idroelettrico, che è pari al 14,3%. Quindi le rinnovabili come le intendono loro (solare ed eolico) coprono a stento il 7%. Cioè una parte assai minimale del fabbisogno. Ah… e in quel 7% e poco più a dir la verità c’è incluso anche il geotermico (1,6%). DATI TERNA 2011.
Quando si parla senza sapere o facendo finta di non sapere si fa peccato.
E infatti Grillo ne da ulteriore prova quando commenta la chiusura del McDonald’s della galleria del Duomo a Milano:
Il ruolo democratico della McDonald’s
Mc Donald’s è stata sfrattata dal cuore di Milano, dalla Galleria. Una buona notizia, anzi ottima. In Sudamerica hanno già iniziato da tempo le pulizie. Le parole di Roberto Masi, amministratore delegato McDonald’s Italia però stringono il cuore. Per lui la presenza della multinazionale “nel salotto di Milano ha un ruolo democratico” e quando se ne andrà “avrà l’effetto di svuotare il cuore della città, aumentando la progressiva desertificazione del centro”. Un po’ come le foreste amazzoniche, disboscate per farci hambuger pressati.
Notare che a parte la rabbia ingiustificata per una multinazionale, al posto di McDonald’s aprirà una boutique Prada. Sicuramente più democratica di un fast food, nevvero?! E noterete anche il plauso a Paesi notoriamente liberali e pieni di libertà personali del Sudamerica. Questa è la coerenza di Grillo.
Coerenza che invece risulta ferrea nel raccattare denaro tramite il suo blog e il suo spaccio di corbellerie Grillorama, nel quale vende pure i libri dell’amico Travaglino, altro bell’articolo che vi raccomando. E tra le ultime iniziative ha lanciato “Adagio: libri per tornare a vivere”, una serie di libercoli su tematiche varie (tra cui ovviamente pure stronzate galattiche come il signoraggio, le scie chimiche, le tesi dei no-tav, ecc…), al ridicolo prezzo di 57 euro, con l’encomiabile iniziativa di avere in copertina il tempo di lettura (che questi libri non sono rivolti a scienziati, quindi sai che fatica a compitare ogni parola? Meglio sapere prima quante ore di sonno perderai).
Ma nel video di lancio il nostro amico dalle zampette scattanti fa appena in tempo a dire che è “un’iniziativa di vendita per supportare il blog” che ZAC! Parte un taglione in stile Le Iene che quasi gli tronca la frase a metà. Già, perchè se uno si ferma a pensare si potrebbe chiedere: “Cazzarola, ma hai bisogno di ALTRI soldi per tenere aperto ‘sto blog?!”
Ebbene sì, perchè i suoi amiconi della Casaleggio Associati (di cui ho già parlato qualche anno fa) si faranno pagare a peso d’oro per la loro consulenza di marketing politico. E sui legami tra Grillo e Casaleggio ci sarebbe da scrivere un’enciclopedia, ma qualcuno lo ha già fatto, quindi mi limito a mettervi il link, anche perchè non ho potuto (ancora) verificare la caterva di informazioni, e quindi non ci faccio sopra un post senza esserne certo. Ma sicuramente il soggetto è interessante, se non altro perchè fa capire che Grillo sarebbe solo un “ragazzo immagine”, un testimonial, un volto di una linea politica ben più sinistra (nel senso di terrificante), unta, sotterranea e francamente raccapricciante operata da questa Casaleggio. Quanto a Grillo importi di essere usato o manovrato non lo so, non so nemmeno se se ne renda conto o semplicemente stia facendo un mero lavoro su commissione. Sicuramente ben remunerato a quanto pare, visto che i suoi prodotti (ah, editi da chi ovviamente? Dalla Casaleggio, bravi!) spopolano.
Ad ogni modo è indubbio che il movimento 5 s. (di cui non condivido un beneamato c.) potrebbe avere un futuro, anche solo come scintilla iniziale di una “voglia di partecipare” che non è mai un male. Certo che se viene mal guidata o consigliata, rischia di far tornare le forche nelle piazze, e questa non è mai una bella cosa. E fossi in loro farei di tutto per slegare il nome di Grillo dal movimento, perchè a lungo andare sarà solo causa di imbarazzo.
Ne sono certo, con tutte ‘ste grillate che spara…
PS: Ah, tanto per la cronaca, pare che Robespierre sia stato sparato da uno chiamato Merda. Chissà che Grillo ne tragga le dovute conseguenze se non vuol finire anche lui nella…
Erezioni anticipate
Le prossime elezioni in programma sono le amministrative del 6 e 7 maggio, ma sembra che qualcuno arda dal desiderio di arrivare alle elezioni politiche del 2013 con qualche asso nella manica.
In questi giorni i più infoiati sembrano Alfano e Casini. I due si stanno giocando a chi per primo riesce ad allungarsi fuori dall’ombra proiettata dal governo Monti e farsi vedere come “il nuovo che avanza” dagli elettori.
Peccato che ultimamente gli elettori abbiano uno sguardo disincantato (per non dire annoiato o peggio) e non si bevano più tutto quello che arriva dai politici come “grande novità”.
Partiamo da Alfano, dall’idea di un partito-non partito, di un movimento-più-fondazione-che-movimento che dovrebbe funzionare senza soldi pubblici – il che per me sarebbe solo un bene – e aggredire l’elettorato via internet, tablet e smartphone. E’ un’idea rivoluzionaria in Italia per un gruppo che viene da un partito tradizionale (il movimento 5 s. è altra cosa ovviamente) ma, diciamocelo francamente: nuova forma ok, ma la sostanza? I contenuti? Si va verso un vero partito liberal-riformista laico o si rimane sul papocchio social-democristiano che è stato il PdL per troppo tempo?
Il punto è tutto lì, perchè se gente come Dini e Pisanu – per i quali si può parlare di erezioni anticipate solo in presenza di viagra ormai – ti tirano fuori un pistolotto di documento in cui parlano di andare oltre il PdL cianciando di “un nuovo movimento liberaldemocratico, laico e cattolico, nazionale ed europeista“ allora non si va da nessuna parte. Non puoi sparare lì antitesi come laico E cattolico, nazionale E europeista. O sei carne o sei pesce e poi si può parlare di “nazionalista” o “europeista”, di “nazionale” o “europeo”, ma non puoi incrociare le due “sfumature”. Anche perchè essendo un movimento italiano è pure ovvio che sia “nazionale”. Insomma, come sempre credono di intortare con sfumature lessicali, quando è evidente che stanno ancora a pensare come nel 1950.
A come vincere le elezioni e POI mettersi d’accordo su cosa fare.
Una schifezza.
L’altro campione di erezione precoce è Casini, che da un giorno all’altro ha “azzerato i vertici” dell’UdC, credendo di fare chissà che mossa arguta. Invece ha fatto una cappellata incredibile: azzerare i vertici di un partito quando si sta discutendo di cose piuttosto centrali come lavoro, pensioni, casa, ecc… significa lasciare senza guida un partito in un momento piuttosto critico. Se si aggiunge che nel giro di 15 giorni ci saranno delle elezioni, non si capisce come gli elettori potrebbero votare un partito che non esiste più. Almeno sulla carta.
Già, perchè se “azzerare i vertici del partito” ha il significato che immagino non dovrebbero più esistere gerarchie direttive. Se invece è una cosa giornalistica, è un azzeramento nel senso che quando parla Casini in tv la sovraimpressione recherà la scritta “Pierferdinando Casini – uno qualunque” e allora ci siamo capiti: è una presa per il culo, un ennesimo cambiamento di nome, forse di simbolo, ma nemmeno di alleati perchè il “terzo polo” sono sempre loro: Casini, Fini, Rutelli e tutti quei satelliti ex e post democristiani che gravitavano attorno a PdL e PD.
Che novità è?
Insomma qua si continua a parlare di vaccate, come ben si è capito, di “crescita” solo nelle parole, ma proposte fattuali non se ne vedono.
Perchè ad esempio non si propone una forma di impresa a basso capitale, diciamo pure di impresa personale, apribile da chiunque, anche minorenni, con “fatture” simili ad assegni, ritirabili in banca, in posta, in Comune (dove vi pare) ed utilizzabili poi come prova del fatturato a fine anno per pagare una quota di tasse bassa (oltre l’iva al 20% ci piazzerei un 5% di tassa sul fatturato vero e proprio) da versare direttamente in banca, posta o Comune? Ci sarebbero una quantità di piccoli lavori (dal sarto, alla programmazione software, dalla costruzione di piccoli manufatti al tutoraggio scolastico) che emergerebbero dal nero o dall’apatia di chi vorrebbe fare ma si trova davanti un muro di carta e burocrazia.
Cose reali, cose che dal piccolo farebbero ripartire l’economia. Altro che erezioni di dinosauri politici.





