Un buon calcio in culo al 2011!
Così mi piacerà festeggiare a mezzanotte: immaginare, personificando un anno di incredibili vicende politico-economiche, di dare un bel calcio nel culo – di quelli studiati, mimati, preparati lucidando lo stivale – a quest’anno che ha segnato parecchi record – verso il basso o in peggio – che non vorremmo più battere.
E’ stato l’anno degli strappetti, delle lacerazioni al tessuto democratico del nostro Paese, l’anno del colpo di stato “bianco”, anzi trasparente. E’ avvenuto perchè lo chiedevano i mercati (poco importa, a ben vedere, se ci siano state davvero telefonate in tal senso degli altri capi di Stato), o meglio PERCHE’ SI DICEVA CHE LO CHIEDESSERO I MERCATI. E qui sta tutto il golpe. Non era vero. Lo spread sta lì a sbeffeggiarci. Ci hanno detto che era vitale fare alla svelta, che eravamo con la lancetta dell’ossigeno a zero. Non era vero. Hanno preso tutto il tempo che volevano. Esattamente quello che bastava. Per fare cosa? Ecco, questa è la parte peggiore. Quello che nessun gruppo politico voleva – nè poteva, dai, diciamocelo, sarebbe stato un suicidio – fare: tassare come fabbri. Sì, la tassa come clava, come martello. Non è un paragone nuovo, ma calza sempre a pennello.
La manovra dei “tecnocrati” è questo: tasse. Nulla di innovativo, coraggioso o rivoluzionario. Tasse. Sempre e solo quelle. Sempre pagate da chi le ha sempre pagate, in un Paese, lo riscrivo sempre perchè la cifra mette sempre i brividi, in cui OGNI anno ci sono più di 150 MILIARDI di euro di tasse evase. E non sono evase tutte dai ricconi. Inutile raccontarci questa favoletta al bar. Sono evase dall’idraulico, dal parrucchiere, dal ristoratore, dall’impiegato statale che fa il secondo lavoro in nero e poi, sì, alla fine anche dai ricconi che hanno i soldi cuciti addosso, integrati negli abiti che indossano. Ma non sono poi tanti. E’ matematica. Non ci si può fare filosofia sopra.
Filosofeggiare su queste cifre è fare populismo. I cui campioni in campo politico sono IdV e Lega.
E ti pareva, del resto. Li ho sempre considerati come due facce della stessa medaglia politica: il becerismo. Lo sciacquio del populismo, appunto. Chi in un verso, chi nell’altro. Uno sempre pronto a indagare tutti e sbattere in galera, l’altro ad addossare allo straniero ogni nefandezza. Uno convinto di poter strappare un’indipendenza anacronistica in un mondo che si globalizza, che si avvicina, che si integra, l’altro pronto a credere a scie chimiche, energie rinnovabili come uniche soluzioni ai problemi energetici e all’insulto come manifesto politico.
Populismo, dicevamo. Quel populismo che cerca oggi ogni euro di quel “dippiù” che “la casta” si prende senza chiedere. E’ giusto, per carità, cercare di ridurre gli sprechi – perchè di ciò si tratta – ma non sono quelli che colmeranno il debito pubblico. Gli ordini di grandezza differiscono troppo: siamo a due, tre zeri di differenza. Anche qui si blatera troppo a vanvera. Anche ammesso di togliere lo stipendio ai politici (al di là della nevrotica risata che ci prenderebbe sapendolo) non risolveremmo il problema del debito pubblico. Così forse in tre, quattrocento anni sì. Ma serve qualcosina di più efficace, non vi pare?
E’ stato l’anno dello tsunami giapponese e del conseguente successo del referendum antinucleare in Italia. Di nuovo. Un incidente all’estero, ancora, ha bloccato il progresso energetico in Italia. Come nel 1987. Ma come nel 1987 abbiamo avuto la soddisfazione maniacale di notare come in realtà il nucleare non sia stato bandito per legge. Lo si è reso forse più pericoloso nel momento in cui si DOVRA’ procedere al suo utilizzo. E non è stata una bella trovata. Ma questo anno da calcio in culo potrà essere finalmente archiviato quando si riformuleranno quelle norme e quella gente che avrà votato “SI” si renderà conto di cosa significhi seguire (guarda un po’ di nuovo chi ti salta sempre fuori!) le panzane dell’IdV senza riflettere.
E’ stato l’anno della deposizione di Silvio Berlusconi. 11 mesi fa scrissi un post sulla virtù della scelta di lasciare il Governo. Alla fine lo ha fatto. Come scrissi anche in quell’occasione, non è giusto che ci sia arrivati così, ma ci si è arrivati. Silvio Berlusconi è stato deposto e subito seminascosto dal suo stesso partito (avete notato che non ha tenuto un discorso in Parlamento?) ed è giusto così forse. Mi fa un tristezza infinita vederlo relegato al ruolo di Bin Laden del centrodestra, video e audio messaggi trasmessi a cazzo, ma tante minchiate se le è tirate da solo e su questo ha dovuto pagare il pedaggio. Scomparirà? Politicamente intendo. Ma no, rimarrà lì a orbitare attorno al PdL, forse verrà usato in chiave televisiva: lanciare un Berlusconi contro l’opposizione in campagna elettorale, senza vincoli perchè non è il candidato, può avere i suoi vantaggi. Alla fine anche lui è passato. E tra venti o trent’anni magari si riuscirà a capire che lo si sarebbe potuto far governare un po’ più in pace, senza tirargli cavalletti o statuette reali e ideali ad ogni passaggio politico. Credo che già oggi qualcuno senta la mancanza di quel buffo ometto tutto sorrisi e barzellette là, dove qualcun’altro ha deciso l’introduzione di mille tasse senza pietà. Pietà che certo non manca e non è mai mancata al Cav.
L’anno prossimo sarà l’anno della fine del mondo, mi dicono. In realtà erano tutte cavolate capite male dal mayale, mayese (come si chiama la lingua Maya?) insomma dai Maya. Quelli parlavano di un anno di svolta simbolica, di fine di un ordine e inizio di un altro. E alla fine avevano ragione, già di questo gliene possiamo dare atto. Sarà stato culo? Senz’altro. Però fa figo credere che il futuro sia scritto nelle stelle. Alla fine è quello che cerchiamo nell’oroscopo ogni mattina: che qualcuno ti rassicuri o ti avvisi perchè alla fine si sa già che fine farai. In realtà tutti sappiamo quale fine faremo, ma quello che importa è il viaggio e su quello si cercano indizi e certezze. I Maya ci hanno offerto un qualcosa e noi ci abbiamo visto quello che volevamo. Tipico della lettura dell’oroscopo. Appunto.
Insomma, al di là delle cavolate da oroscopo, speriamo che l’anno che sta per arrivare segni, comunque vada, una discontinuità (oddio, mi sto Follinizzando!) rispetto al passato e possibilmente che sia una discontinuità positiva, perchè ragazzi, di cose negative, francamente, ne abbiamo piene le balle!
BUON ANNO! ![]()
(e ricordate di lucidare lo stivale per il calcio in culo al 2011!)
Posted on 31/12/2011, in News and tagged 2011, fine anno, riflessioni di fine anno. Bookmark the permalink. 2 commenti.





bel post osservatore. è stato un piacere leggerti. auguri e al prossimo!!
comunque ti dico, la voce rispetto alla quale si ritiene che questo governo tecnico sia frutto di un complotto preciso tra berlusconi e napolitano e che in realtà era una cosa ben voluta dal pdl ancor prima che se ne paventasse la necessità, è una voce appunto che gia ho cominciato a sentire, e nella quale, seppur possa starci che Berlusconi alla fine dovendo abdicare abbia optato per questo, sento odore di quell’atteggiamento da bifolco, tipico aihimè di un certo tipo di persone, che una volta investito dallo schifo declina con sornioneria ogni tipo di responsabilità. io dico attenzione al divagare di tesi simili, perchè il rischio che la faciloneria che ci hai investito in questi anni possa tornare ad essere l’humus per un ennesimo e raccappriciante periodo di bassa politica è troppo alto!