E son tutti Capitan Findus…

La nave della discordia, la Costa Concordia, è arenata da diversi giorni lì, all’isola del Giglio e MISTERIOSAMENTE fin dal primo minuto della tragedia sono comparsi berretti da capitano e pappagalli sulle spalle a destra e a manca. Specialmente nelle redazioni dei giornali e dei tiggì.
Il comandante della nave, Schettino, ormai è considerato alla stregua di Hitler o Stalin (anzi, no, Stalin no, perchè in Italia ancora non tutti sanno che razza di farabutto fosse). La stragrande maggioranza dei giornalisti che si occupano della vicenda lo hanno bollato come “codardo”, “vile”, e ovviamente pure cretino per essersi avvicinato così all’isola.
Il tutto a sole 48 ore dalla collisione con lo scoglio apriscatole.
Il tutto comodamente seduti alla propria scrivania, con la brava tazza di caffè di fianco al fidato mac, mentre si sghignazza al proprio i-phone, controllando la propria pagina di feisbuk sull’i-pad.

Come dire, facile fare i Capitan Findus avendo solo mangiato uno o due bastoncini surgelati.

Forse, e dico forse, come sempre bisognerebbe pensarci due volte prima di scaricare tonnellate di merda addosso ad una persona qualunque (sì, sarà un comandante di nave, ma è pur sempre un signor nessuno, anche se d’ora in poi verrà additato come allo zoo), magari si potrebbero aspettare le indagini ufficiali, perchè fa tanto figo intervistare ogni persona, testimone e foca spiaggiata che riesci a trovare nella zona del disastro, ma va da sè che sono versioni parziali, rilasciate da gente che era spaventata, che potrebbe non aver chiara idea di cosa sarebbe dovuto succedere in caso di emergenza. Fa figo mettere online comunicazioni radio in cui un comandante di Guardia Costiera sgrida il comandante codardo, ma il comandante di Guardia Costiera potrebbe non aver avuto completamente idea delle necessità o delle priorità nella zona del disastro.
Fosse così semplice capire le responsabilità, perchè aprire un’inchiesta? Fate lapidare Schettino così, seduta stante.
Invece, forse, bisogna ricomporre il puzzle degli eventi, dei punti di vista, sentire ogni testimonianza dell’equipaggio e considerare ogni fatto nella sua completezza PRIMA di puntare (stiamo in ambito navale) i cannoni delle prime pagine contro un sol uomo. Poi magari verrà fuori che il comandante è davvero completamente arcicolpevole del disastro e dei morti, ma come sempre vale la presunzione d’innocenza. Lo dice la Costituzione, o no?

Invece tutti a ficcarsi il berretto da capitano e il pappagallo impagliato sulla spalla, da veri lupi di mare, pur non avendo mai visto un mare magari, per dare addosso al minchione marinaro del momento.
Lasciatemi dire che, ancora una volta, i giornalisti hanno chiaramente mostrato cosa NON dovrebbero mai fare.

Piccola riflessione:
se vogliamo fare un parallelo ardito, un presidente del consiglio è l’equivalente di un comandante di nave. Com’è che Schettino è un vile per aver abbandonato la nave e Berlusconi, capitano che non voleva abbandonare la nave – anche se si fosse inabissata – è stato spedito fuoribordo con un calcio in culo ben prima dell’affondamento della sua nave? Mah…

Posted on 17/01/2012, in News and tagged , , , , . Bookmark the permalink. 2 commenti.

  1. non fai una grinza osservatore. questa è l’italia e ce la terremo cosi ancora per un bel po, visto che la propensione a distorcere la realtà a seconda di dove tira il vento è capillare e riguarda anche generazioni giovani. la situazione ricorda quella di misseri, un povero contadino additato con certezza come mostro perchè le espressioni facciali durante le interviste comunicavano con chiarezza che era stato lui ad uccidere la nipote….le espressioni facciali eh! okkio….che paese di merda! meno male che qualcuno sano e che guarda alle cose senza la lente deformante dei mass media esiste ancora…..ps: comunque da semplici opinioni è facili che si costruiscano verità infondate. al di la di tutto se è concesso dire la mia, una qualche responsabilità è imputabile al comandante della nave quanto a chi avrebbe dovuto specificare la natura del fondo marino in prossimità della costa. ad occhio e croce c’è stata superficialità da ambo le parti. ma detto cosi, proprio fuori dai denti e senza nessuna pretesa di verità certa.

    • Ognuno può dire la propria per carità, le chiacchiere da bar ci stanno e ci sta anche che i blog ci si sbizzarriscano e ne sparino di tutti i colori, ma i giornalisti hanno ben altra responsabilità. Hanno un potere che va ben oltre quello che può avere un’opinione mia, tua e di qualunque commentatore che passa per un blog.

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